freddo sud sulle palme

freddo sud sulle palme. La sera cammina con i morti. Smart box del tempo confezionato per i lampi.

Armageddon ha raccolto le pietre. La calcina dei soffioni. Il vecchio murales ridipinto più volte.

C’è un tipo con le spine sulla fronte. La biancheria di flanella ficcata al costato aperto.

La gente non guarda. Cucita di vestiti lavabili. Qualcuno sanguina dalla ruota panoramica.

Giuro che vedo gli spazzini trascinare garze e siringhe lungo gli argini della fiumara. Un attimo.

Barabba o la capocchia rossa dei chiodi? A due a due le pale eoliche nel buio. Stelle rasate a zero.

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fr.0

L’acqua del giardino inonda le piante. Formato trenta secondi. Milioni di metri in solchi asciutti.

A Berlino hanno detto : tutto normale.I vermi si spingono dentro le mele. Aciduli nei tunnel scavati.

Nulla di buono. Ricordi quel gambale di gomma ? Il colore sporco si è allungato per i pantaloni.

Sulla maglia muta e quadrata. Otto anni di palline al canestro da basket. Un concentrato di lanci .

Instabili all’orizzonte caffèlatte. L’area di servizio strofina con la benzina lattine e cannucce .

Padroni a caso della spazzatura. Non ci capiscono niente neanche loro. Ciao care eliche.

Di notte la direzione si fa a tentoni.Le mie ciabatte grugniscono divise.

-il tempo 38-

niente ossigeno.Qualcosa rientra dai muri. Dietro i lampioni sospesi.
Un vecchio rituale. Il 2000 a.c e’ stato slegato dalla torre minuta.

Riga feel fusion delle case a pacchetto. Nulla.Laerte corre nel piattume delle onde.Euriclea in compagnia del tramonto.

Uccidi e basta dice lo scontrino a terra. Tutto da un ago sparato di
cemento. Abbastanza reale per scaricare il fogliame dall’ orologio.

I becchi dei piccioni infornati nello smog di Sesto San Giovanni. E’
freddo ad Agosto.Il tempo 38 ha uno strascico primitivo.

Attraverso il nulla. Sottovuoto del paesaggio di lamiera.Questi corpi si piegano dal collo. A sorpresa. Un crollo resistente.

La gente mi chiama Ulisse the Real oppure Rocco Siffredi la felice radice
metropolitana. Ad ogni bubble tea ci fermiamo.

Con le tazze macchiate di nicotina. Urgenti. Le dita chiuse al quiz
di ieri. Il mio occhio non parla.

Neanche quelli invecchiati dai rantoli ordinari. Sulla strada la luce
scrolla soffi di vero silenzio.

-in giardino non cresce più niente-

in giardino non cresce più niente. Solo fiori casuali. Lucertole sbrindellate
dall’erba.Temo che qualcuno abbia seminato la notte.

Una lunga rete sulle fenditure stirate dal gelo. I vicini di casa fanno la raccolta delle spore. Nel vuoto dei tronchi d’aria .

Una volta due giacche di pelle si sono mescolate ai rami fermi. Al mio ginocchio privo di ali. Queste cose nascondono altre cose.

Griglie selvatiche. Fertili spine .Strike! Rimbaud spacca le ultime foglie verdi. A fine stagione un fascio silenzioso.

-elogio dei rifiuti-

lei si è fatta avanti tre volte. Un giorno con i fiori. Per due secoli con un vassoio di alberi.I termosifoni erano freddi.

Indifferenti e spenti nelle bolle fish del tempo.Un cono di cornflakes.
Le pagnotte in cucina. Diamine quanti specchi a gas!

Un corpo si scioglie sotto la giacca. L’altro rinasce dalle parole morte. Alternati in abiti verdi e tacchi ogm.

Boom delle cose urbane. Il padrone di casa ha rimesso la stoffa sul pavimento. Poi dietro una tenda maiuscola.

Stessa storia di sempre. Sono le cinque . Lei inciampa lungo le scale rovinate.Strega diamantina della bellezza.

Siamo in 25 e nessuno dice: ciao mà va tutto bene.Tombini aperti. Giornali europei.

La notte prende una Rolls-Royce per illuminare la strada. Il mondo
tra una stronzata e l’attesa fredda dell’estate .

Giove e Venere. I canguri e le buste della pancia.Un documentario di vicende.Accedi da Adobe Flash Player.

La grammatica viene a malapena. Niente di preciso. Garriti di zanzare sulla spiaggia sporca. Li seguo attraverso il silenzio.

Gli occhi superflui. Regolabili ai rifiuti .